L’idea di scuola nasce nell’antica Grecia, con Platone. Per affrontare le questioni di potere e violenza, egli afferma che l’essere umano non deve ricorrere all’omicidio o alla brutalità per ottenere potere: è sufficiente utilizzare l’arte della parola e del dialogo. Perciò è necessario studiare, imparare a comunicare — e questo si può fare solo attraverso l’istruzione.
Nel corso del tempo, il concetto di scuola e lo stesso sistema educativo sono cambiati. Diversi periodi storici hanno dimostrato come l’istruzione da valore può convertirsi in arma, basterebbe osservare come nei regimi dittatoriali, l’istruzione era ritenuto pericoloso — a meno che l’insegnamento non veniva censurato o trasformato in strumento di propaganda. Chi poteva leggere, informarsi e costruire il senso di critica era una minaccia per il sistema stesso, egli un giorno si sarebbe alzato in protesta contro il proprio regime, e con lui anche la massa. Ed è paradossale che oggi, in molte società, l’istruzione sembri aver perso valore. Una società analfabeta è una società vulnerabile, facilmente manipolabile e a rischio di cadere sotto governi autoritari.
L’insegnamento più importante (tra tanti) che Platone nel IV secolo a.C. ci da è, risolvere i conflitti attraverso il dialogo e non la violenza, allora perché ancora oggi scegliamo spesso la violenza?!
Un tema ricorrente, ma spesso sottovalutato, è l’abbandono scolastico intorno ai 16 anni. In molti casi, lasciare la scuola è ormai considerato “normale”, giustificato con un semplice: non ho voglia di studiare. Capiamoci, non è colpa dei ragazzi: se i nostri giovani arrivano a questo punto, è il sistema educativo che dovrebbe essere messo in discussione.
Se oggi uno studente non si sente libero di esprimersi, di coltivare i propri interessi all’interno della scuola, allora abbiamo un problema serio. Lo sostengo da sempre: la scuola non dovrebbe essere un luogo per pochi “geni”, ma un ambiente accessibile a tutti. Offrire ai giovani la possibilità di studiare, leggere, sperimentare i propri interessi in libertà — con il supporto di insegnanti che gli dovrebbero aiutare e condurre verso un sistema che li ascolta — significa investire in una società più equa, evoluta e consapevole.









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